Per chi capita in paese è d'obbligo una sosta alla grande fontana che abbellisce la piazza del paese e la camminata boscosa fino al Pincio, dove, tra castagni, pini e ricco sottobosco, si può ammirare tutta la Valmarecchia.
Curiosi sono i due depositi di polvere da sparo a forma ottogonale, dei secoli XIX e XX (loc. Campiano), unici testimoni sopravvissuti al termine della produzione.
Talamello è sede di importanti iniziative di valorizzazione di prodotti tipici.
Ad ottobre la Fiera delle Castagne della Valmarecchia, mentre in novembre Talamello diventa la capitale del formaggio di fossa, con una bella fiera dedicata al prodotto: questa caciotta, tipica della zona, viene fatta riposare e maturare in fosse ottenute nel banco di roccia arenaria su cui è fondato il paese stesso (il nome infatti deriva da thalamos, cioè grotte, abitazione); dopo tre mesi di stagionatura la caciotta è pronta ad essere consumata e prende il nome di Ambra di Talamello (così battezzata dal poeta Tonino Guerra), considerati gli odori e i sapori con cui si arricchisce.
Talamello è noto anche come patria del musicista Amintore Galli, autore dell'Inno dei Lavoratori, che insieme a Bandiera Rossa e a L'Internazionale rappresenta uno dei tre inni più significativi del movimento operaio italiano.
Un cenno di
attenzione merita sicuramente il piccolo cimitero, abbastanza vicino al
paese, in cui si trova la cella che racchiude piccoli tesori artistici:
infatti è completamente decorata con affreschi, datati 1437, di Antonio
Alberti da Ferrara.
A Talamello potrete ammirare lo splendido Crocifisso del '300 che, ogni lunedì di Pentecoste, portato in processione, richiama
fedeli da tutta la zona limitrofa; molti ritengono che l'autore di
questo Crocifisso sia Giotto, ma in realtà pare sia attribuibile a
Giovanni da Rimini e dipinto nel 1300.
Il Crocifisso è conservato sull'altare maggiore della seicentesca parrocchiale di
S.Lorenzo; sempre in questa piccola ma preziosa chiesetta si può
ammirare una Madonna con Bambino del '400, bella statua policroma
lignea, ed un altrettanto ben fatto crocifisso ligneo del XVI secolo.
Il prestigioso patrimonio pittorico di Talamello è stato, nel 2002, arricchito con l'apertura del Museo-pinacoteca Gualtieri "Lo splendore
del reale", costituito da oltre 50 tele che il pittore di origini
talamellesi Fernando Gualtieri ha donato al Comune.
Brevi cenni storici
Il paese posto alle propaggini del monte Pincio fu proprietà della famiglia Della Faggiola e poi dei Malatesta.
E' possedimento della chiesa feretrana fino al 1296, quando il
ghibellino Maghinardo Pagani, conducendo riminesi e montefeltrani
assieme (caso raro nella storia di queste terre) riuscì a conquistarlo.
Il dominio durò poco e Talamello venne di nuovo soggiogato a Roma. Fu
infeudato dal sommo pontefice a Uguccione della Faggiola, entrando
sotto il controllo della casata.
E' il cardinale Egidio Albornoz che se lo riprende nel 1355. Nel 1390
il castello viene venduto a Galeotto Malatesta e poi nel 1416
confermato a Carlo Malatesta. Pio II lo infeuda, come altri borghi
vicini tolti a Sigismondo Pandolfo Malatesta, ai Guidi di Bagno e ai
Malatesta di Sogliano. Con essi (1490) ha "inizio" la produzione di
polvere da sparo nei mulini di Talamello che si concluderà nella
seconda metà del secolo XX, dopo circa 500 anni di attività.
Fonte: www.comune.talamello.pu.it
Popolazione: 1093 M 552, F 541